Chi lascia la strada vecchia per la nuova..sa quello che lascia, e quello di nuovo che trova..e per questo rimane dove sta! Alzi la mano chi di noi, almeno una volta, non ha fatto la fila davanti allo sportello di un ufficio o davanti alla cassa di un supermercato. Ovviamente la risposta è scontata dal momento che tutti almeno unavolta - leggi : più volte-ci siamo trovati in una di queste situazioni o più realisticamente in entrambi nell'arco della stessa giornata e facciamo per lo più le stesse cose: presi dall'ansia rimaniamo con lo sguardo fisso sulla fila in attesa del più piccolo movimento con l'unico risultato che le persone avanti a noi sembrano avanzare con i piedi di piombo, mentre gli impiegati agiscono con la dolce lentezza di una scena al rallentatore, che risuona anche nei segnali deboli dei terminali.E allora diamo il via alle lamentale perché le cose non funzionano, perché una volta quando le operazioni si facevano a mano tutto filava liscio, perché, perché, e via di questo passo, rimanendo però ancorati al nostro posto della fila senza, non dico concentrarsi, ma neanche pensare per un solo attimo alla possibilità di trovare una soluzione alternativa alla fila. Eh già...chi lascia la strada vecchia....e così rinunciamo magari a tornare più tardi in un orario di minor affluenza. Oppure se si tratta di un ufficio postale, cercare un' altra sede.. in entrambi i casi il nostro pensiero è: ormai sono qui, perché perdere altro tempo a cercare ..meglio restare... e mentre formuliamo questi pensieri non ci rendiamo conto che, se avessimo cambiato strada, avremmo avuto maggiori probabilità ( e forse la possibilità) di risolvere la situazione più di quanto ne abbiamo avuto ( in realtà nessuna) rimanendo dove siamo.Questi sono solo due esempi, ma ce ne sono a centinaia, tanti quanti sono i ' problemi' che affliggono quotidianamente quelli di noi che sono convinti che la realtà, là fuori, è un percorso ad ostacoli, o una catena di problemi insormontabili e siccome le convinzioni limitanti di ognuno creano la propria realtà, (e questa degli ostacoli o dei problemi che dir si voglia, lo è,) va da sé che costoro vedono i problemi e gli ostacoli come reali senza essere consapevoli che in realtà sono una loro creazione, non pensano a trovare soluzioni, figurarsi poi considerare solo l'idea di poterlo fare....ed esserne capaci !Il fatto è che il loro ego, sa che possono riuscirci se sono disposti disposti a 'correre il rischio' di dare spazio alla propria intuizione, e di allinearsi alla voce della propria anima, e proprio per questo motivo, fa di tutto per sabotare le loro azioni e mantenere così il lo 'status quo'. Per tornare al nostro esempio, a quel punto l'Ego ingaggia un braccio di ferro con l'ufficio, il supermercato, le persone in fila e, seppur tra lamentele e invettive all'indirizzo del direttore fino ad arrivare ai governanti, ci inchioda alla fila fino a quando non arriva il suo turno... e come si dice 'chi la dura la vince'!La resistenza al cambiamento in realtà è la manifestazione della paura dell'ego a lasciareandare qualunque cosa sia essa una persona, un lavoro, una situazione, un'idea, un'abitudine, perché per la meccanica della mente che analizza gli eventi nell'ottica limitata di causa ed effetto 'lasciare andare' significa solo e soltanto fine, distruzione, disgrazia, morte, perdita.Ma se invece ci affidiamo al sistema dell'anima - che altri chiamano Cuore, Sé Superiore o il Divino che è in noi, - e prestiamo ascolto ai suoi messaggi e alle informazioni in essi contenuti sotto forma di intuizione, desiderio e passione, significa che stiamo osservando la realtà e noi stessi da un punto di vista più alto. L'anima infatti è al di là dei limiti spazio-temporali della mente, e la sua prospettiva più ampia ci permette di osservare la realtà e noi stessi attraverso la sintesi degli eventi in un'ottica circolare e integrata e perciò assoluta ed infinita, dove diveniamo sempre più consapevoli che la vita dell'Universo è un eterno movimento in avanti, un continuo lasciare andare dove la fine è anche l'inizio, la distruzione è ricostruzione, così come la disgrazia è una benedizione, la morte è una rinascita e quello che crediamo perduto per sempre in realtà lo ritroveremo sempre trasformato....perché nell'Universo 'Nulla si crea, nulla si distrugge e Tutto cambia ' ! leggi tutto »