martedì 7 febbraio 2012 - 11:06
by stachooSottouna leggera neve riaprono le scuole dopo giorni di chiusura. Lasituazione è ancora disagevole, montagne bianche agli angoli dellestrade, macchine sepolte e una temperatura rigida che non prometteniente di buono. I pericoli peggiori vengono dai tetti dovestalattiti di ghiaccio pendono minacciose e cumuli di neve sono inbilico. In questi giorni sono state numerose le rimostranze di genitoriin disaccordo per le chiusure prolungate delle scuole. E una situazioneeccezionale ha evidenziato ancora una volta le difficoltà comuni digestione tempo-lavoro e tempo-famiglia. Ieri Mirco Pieralisi inconsiglio ha commentato la situazione con un lungo discorso dove hasottolineato come in casi del genere la cosa migliore sia uscire ilmeno possibile per evitare incidenti e lunghe file al prontosoccorso. Pieralisi ha dato uno spunto credo interessante: “Quando l'emergenza siprolunga per più di due giorni è giusto pensare (ma attenzione adimprovvisare) a soluzioni diverse ed anch'io ho riflettuto sulla possibile "temporanea riconversione" di insegnanti in"baby sitter"... Fermo restando che il consiglio forte dovrebbe essere comunque di uscire il meno possibile per non esporsi a pericoli e non aumentare i disagi, potrebbe essere, peril futuro, una buona idea, ma naturalmente va studiata zona per zonae con uno studio di fattibilità adeguato, per poi affidare aiquartieri la gestione dell'apertura in accordo con le scuole...Seavessimo detto lunedì tutti a scuola avremmo creato disagi suscala maggiore di quelli verificatesi. Credo che l'esperienza cipossa servire per studiare anche nuove soluzioni di organizzazionedel servizio scolastico ed educativo.” La neve ha messo anche inluce una situazione difficilmente trascurabile “ l'assoluta urgenzadi risolvere il problema posto dalle lavoratrici e lavoratori deiservizi educativi che, a causa della chiusura delle scuole, sono rimasti senza salario che giustamente chiedono di poterrecuperare le ore di lavoro perdute”. E questo insieme alledifficoltà di noi genitori dovrebbe essere uno degli punti da nontrascurare, perché va da se, che un lavoratore sereno è unlavoratore migliore. Altro punto che non mi pare affrontato danessuno è l'impegno che anche i datori di lavoro dovrebbero averenei confronti dei loro lavoratori. Spiego: le scuole sono statechiuse tanti giorni e i genitori hanno dovuto come semprebarcamenarsi tra baby sitter, nonni, vicini caritatevoli e permessi eferie per chi è dipendente...Tutte soluzioni lecite, ma è possibileche non ci siano stati aiuti da parte dei datori di lavoro? (orario flessibile, lavori da remoto, contributo baby-sitter...) Il peggioè che nemmeno ai lavoratori è venuto in mente che ci potesseessere questa possibilità. Un peccato perché le cose cambiano anchegrazie alle idee.
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