mercoledì 25 gennaio 2012 - 10:30
Andata in archivo la prima delle due giornate riservate ai quarti di finale degli Australian Open, è tempo di giudizi. Ecco Top 3 e Flop 3 di oggi.
TRE COSE DA RIVEDERE:
- Federer in semifinale senza perdere un set. In Australia è accaduto solo una volta (nel 2007, anno in cui Roger vinse un torneo con sette sonori 3-0), ed è sicuramente un dato di buon auspicio. Il numero tre del mondo pare essere riuscito a mantenere la grande condizione che gli ha permesso di chiudere nel migliore dei modi il 2011, e il fatto che sia dovuto rimanere in campo poco gli sarà sicuramente d'aiuto nella semifinale contro Nadal, il quale oggi ha dovuto sudare per oltre quattro ore. Dopo un esordio soft, e il forfait di Andreas Beck al secondo turno, per lo svizzero sembravano poter iniziare le difficoltà, ma Federer ha invece stupito tutti superando senza problemi prima Ivo Karlovic, poi un caldissimo Bernard Tomic, e quindi un buon Juan Martin Del Potro. Impareggiabile la facilità di gioco espressa dall'ex numero uno del mondo, al quale, fino ad ora, tutto ha funzionato per il verso giusto. Se proseguirà così è probabile che nessuno riesca a negargli il titolo, Djokovic compreso. Ma è tempo di pensare a Nadal. Per il resto staremo a vedere.
- La vittoria della Clijsters sulla Wozniacki. Che Dio benedica Kim Clijsters. Superando Caroline Wozniacki nei quarti di finale, la tennista belga ha garantito una nuova, e tanto attesa numero uno alla classifica mondiale. Era infatti davvero giunta l'ora di cambiare, in quanto la danese (e oggi l'ha dimostrato per l'ennesima volta) è troppo 'tenera' per dire la sua nei tornei del Grande Slam, e quindi, per naturale conseguenza, non merita fino in fondo di stare in vetta al ranking Wta. Mamma Kim ha confermato, con una prova di grande valore, il suo ruolo di candidata numero uno al successo finale (che le permetterebbe di bissare quello dello scorso anno) e d'altronde non potrebbe essere altrimenti per una che annulla match-point in questo modo...
- Le vittorie della giovane Camilla Rosatello. Non la conosco, e credo proprio di non averla mai vista, ma a giudicare da come si sta comportando nel torneo riservato alle juniores, c'è da tenerla sotto controllo. Numero 1087 del ranking Wta, e 152 di quello Itf Under 18, l'azzurrina ha superato i tre turni di qualificazione con altrettante rapide vittorie, e si è già arrampicata fino agli ottavi del tabellone principale. A cadere sotto i colpi della sedicenne italiana è toccato prima la wild card australiana Zoe Hives (sconfitta dopo una durissima battaglia terminata per 6-7 6-3 7-5) e quindi alla numero 5 del seeding (e sette del mondo) Indy De Vroome, ritiratasi quando si trovava sotto per 6-4 1-6 4-1. Fare bene prima del professionismo (ne abbiamo parecchi esempi) conta fino a un certo punto. Ma insomma, è pur sempre meglio che niente.
TRE COSE DA NON RIVEDERE:
- Le scelte tattiche di Tomas Berdych. Che il ceco non ami particolarmente utilizzare il cervello quando gioca a tennis è ormai risaputo, ma oggi, nonostante abbia giocato un match nel complesso buonissimo, in certi frangenti importanti ha davvero dato davvero il peggio di sè. Ho visto il match solo a sprazzi (per sua fortuna), ma ho comunque due episodi nei quali, se avesse fatto una scelta migliore, avrebbero potuto cambiare l'esito del match. Il primo riguarda il set-point in suo favore nel secondo set. Grazie a una buonissima risposta Tomas si è guadagnato la possibilità di attaccare col rovescio da metà campo, ma invece di farlo lungolinea ha scelto la soluzione incrociata, cercando il diritto di Nadal e trovando un solido e potente passante che l'ha obbligato all'errore. Avesse scelto il rovescio avrebbe sicuramente dato a Nadal meno tempo per pensare, e avrebbe potuto giocare su un passante molto più morbido. Nel secondo caso (palla break nel primo game del quarto set), era giusto attaccare sul diritto, ma da principiante l'errore di non coprire il lungolinea, in quanto, dalla posizione in cui era Nadal (e lo si vede dal movimento che il maiorchino ha fatto 'solo' per tirare in quella direzione), trovare un passante incrociato era impossibile anche per un campione come lui. Se avesse preso le decisioni giuste magari non sarebbe cambiato nulla, o magari staremmo raccontando l'eliminazione del numero due del mondo.
- Le cavallette australiane. Dalla televisione si notano poco, ma gli inviati in Australia assicurano che ce ne sono parecchie, troppe. Pare che nella sessione serale ce ne fossero in campo almeno una cinquantina durante gli scambi, e che non ci sia proprio verso di farle andar via. E se non avete voglia di spostarle con le mani, e preferite lasciarlo fare a una raccattapalle, accertatevi che questa non sia una ragazza, o quantomeno che non abbia paura di questi insetti saltellanti. Altrimenti non stupitevi se poi capitano scene come questa...
- Paragoni (molto) azzardati. Nei giorni scorsi ho letto da qualche parte (purtroppo non ricordo dove, ma non fa niente), che "il diritto di Tomic è uguale a quello di Berdych". Già al momento non mi sono trovato molto d'accordo, e oggi, nel match del ceco contro Nadal, ci sono stato molto attento. Avevo ragione. Il colpo di Berdych viaggia ad almeno 30 km/h in più (e tirare forte non fa mai male), ha più varietà e gli permette di aprirsi il campo molto meglio, e, soprattutto, ha un'esecuzione stilisticamente guardabile. Cosa che Tomic si può sognare di notte. Starà crescendo, e diventerà forte, ma (almeno per ora) il diritto di Berdych lo vede con il binocolo. Meglio evitare certi giudizi affrettati. leggi tutto »
