Law and Order     Legacies  Recensione

Law and Order – Legacies, Recensione

La struttura episodica è nata con uno scopo ben preciso: creare giochi rapidi, facilmente raggiungibili dalle masse e suddividere una storia nelle sue parti più o meno lunghe; i Telltale Games hanno fatto strada nel portare avanti questa filosofia, dimostrandosi abili nel padroneggiare serie a volte più complesse, altre più facete sul mercato, con evidenti ottimi risultati, basti pensare a Tales o Ritorno al Futuro, che a breve avrà pure versione boxata, sino agli indimenticabili Sam e Max. Perché questa introduzione però per un titolo investigativo? Semplice, per pareggiare tutto quello di brutto e turpe che ora dirò al riguardo di questa casa, che pare davvero, dopo il caso di Jurassic Park aver svenduto la propria immagine e creatività al soldo di avventure rapide da realizzare, a bassissimo costo, cercando una evidente speculazione nell’uso di marchi famosi. Questa volta è toccato a Law and Order, popolare serie statunitense che vede il portarsi avanti di una indagine poliziesca dalle rispettive parti degli agenti e degli avvocati: ora, premetto di essere completamente all’oscuro di qualsiasi cosa al riguardo, ma forse è un bene, dato che potrò mostrarvi come viene visto il gioco agli occhi di chi non ha alcun tipo di fanboysmo o predilezione per il marchio sopracitato. Vi anticipo intanto che gli episodi non sono a numero chiuso, ma che nel tempo ne usciranno sempre di nuovi, operazione per nulla complessa, data la natura dei medesimi, che ora andiamo a snocciolare con livore. Investigazioni col pennarello Quante volte ho pensato mentre seguivo le sessioni dedicate all’ “Order” ai giochi della stessa casa basati su CSI, ricordandomi di come me, schifoso fan della serie, li abbia abbandonati negli ultimi capitoli per la troppa, eccessiva, disgustosa ripetitività di possibili azioni da parte del giocatore: ebbene complimenti, perché qui siamo riusciti a fare ancora peggio. I momenti del genere sono divisi in due tipi netti, quello della ricerca delle prove e quello degli interrogatori. Per il primo scatta il pennarellone del titolo paragrafo: infatti ci verranno dati alcuni oggetti da trovare, che sarà nostro compito cerchiare col mouse tracciandoci attorno un bel similtondo deforme, spostandoci di poco su una rotaia evidentissima: a questo punto tanto per aiutare perché non mettere delle belle frecce fosforescenti che indichino dove raccogliere la prova? O ancora meglio, perché non saltare direttamente il passaggio, dato che non c’è alcun divertimento nel trovare oggetti evidenti quasi sempre all’occhio? Ma che cos’è, Dora l’Esploratrice Crime Division? Si passa dunque agli interrogatori: meglio? Ovviamente no. L’interazione è data dalla scelta di particolari domande, fatte le quali, in un sistema alla LA Noire dei poveri, ci verrà chiesto se il personaggio secondo noi stia mentendo o meno: ad una risposta corretta potremo proseguire con un’ altra domanda più complessa da risolvere, che giustifichi la nostra risposta precedente, e dove spesso vedremo opzioni di una stupidità senza pari che gridano “sono sbagliata sono sbagliata” con tutto il fiato a loro disposizione. Seriamente, come è possibile andare a rispondere qualcosa del tipo “Mi pare che...

Gamerscritic.it Roberto Toia

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